Nel consiglio comunale del 13.10.2009 Angelo Mena è pronto a dare le dimissioni da consigliere comunale su richiesta del sindaco Simona Moletta, che ha rilevato un’incompatibilità del consigliere stesso dovuto a una causa pendente col Comune. Caso di come il diritto a volte si trasformi nel suo…rovescio. La decisione di presentare le dimissione è stata momentaneamente sospesa a seguito della proposta di un accordo, proposta che verrà accuratamente valutata prima di prendere qualsiasi decisione. Ma veniamo ai fatti che hanno portato fin qui.
La storia
Nel 1974 la G.A.M. snc (due soci al 50%, di cui uno è Angelo Mena) acquista da un ente privato in via Lavoro e industria un’area che prevede une recinzione fino alla strada provinciale per la parte ad uso abitativo (previsto nell’acquisto dell’area stessa, vedi proprietà Fausta) mentre per la parte ad uso produttivo valgono le norme di adiacenza ad una strada provinciale che prevedono che venga mantenuta una distanza di 10 mt dalla strada ad uso parcheggio e carico-scarico merci. Insieme alla G.A.M. altre aziende acquistano lotti sulla stessa strada.
Per scelta unanime si decide di lasciare libera la cosiddetta “controstrada” anche per la parte ad uso abitativo (senza recintarla dunque fino alla provinciale, come spettava di diritto ai proprietari), per consentire ai dipendenti delle aziende attive nella zona, di poter raggiungere il luogo di lavoro in bicicletta in tutta sicurezza.
Questa decisione avveniva in accordo con l’allora sindaco Angelo Maffeo Chiecca, uomo di parola come pochi, con l’impegno a mantenere la legittima proprietà (peraltro risultante da tutti i mappali conservati dal Comune e dai proprietari) dei proprietari (residenti o titolari delle aziende lì insediate) e la garanzia della destinazione esclusiva della controstrada ad uso ciclabile e come accesso sulla strada provinciale.
Ecco che nel 1989 il Comune effettua interventi per fognature, metano, interramento di linea elettrica e linea telefonica con necessario rifacimento poi dell’asfalto, sulla controstrada, senza informare i proprietari, chiamati però poi a concorrere alle spese.
Il fatto di non essere stati informati prima di tali opere, spinge i proprietari ad informarsi: scoprono così che il Comune era erroneamente intervenuto perché considerava di sua proprietà la controstrada a partire dal 1978. A smentire questa affermazione del Comune esistono però atti notarili di acquisto di proprietà sulla stessa strada avvenuti in anni successivi al 1978 (e successivi anche al 1989), dai quali risulta che i lotti acquistati e venduti comprendono anche la controstrada.
Per difendersi dunque dall’occupazione usurpativa del Comune si è stati costretti ad avviare una causa legale che consenta di mantenere un legittimo diritto di proprietà.
Angelo Mena, avendo ricevuto dall’Amministrazione Comunale comunicazione dell’incompatibilità con il ruolo di consigliere comunale per avere ancora in atto, come co-titolare della G.A.M., una causa con il Comune, dichiara “Nel mio caso è stata fatta una lettura burocratica della legge, la quale sicuramente tende a tutelare il Consiglio Comunale da presenze che, in caso di conflitto d’interessi, potrebbero da un lato creare disturbo al regolare funzionamento di tale organismo, dall’altro potrebbero trarre vantaggio personale dal ruolo pubblico occupato. Ma vista sia la natura della causa in corso sia il potere praticamente nullo che ha oggi un consigliere di minoranza di condizionare le scelte della maggioranza, penso sia abbastanza palese l’inconsistenza del mio conflitto d’interessi. In ogni caso, dato il grande rispetto che ho per le istituzioni e per la legge, e ritenendo anche corretto portare fino in fondo la battaglia legale, sono pronto a dare le mie dimissioni, pur se non smetterò di contribuire col mio impegno e il mio tempo per il bene della comunità di Rudiano insieme al gruppo “Cittadini per Rudiano” “.
E’ divertente, e quasi surreale, notare come nell’Italia che concede ogni tipo di potere pubblico a chi ha conflitti d’interesse giganteschi, venga sollevata una questione di conflitto d’interessi per un consigliere comunale di minoranza, che, peraltro, sta solo difendendo un suo diritto di proprietà ingiustamente usurpato dal Comune.
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